Not Me But Us: due, non il doppio ma il contrario di uno
Not Me But Us è il nuovo progetto di Bruno Bavota e Fabrizio Somma (K-Conjog) che si muove nei territori ambient, techno, 2000s club culture, post classical e post-rock. Uno straordinario incontro tra due musicisti molto diversi tra loro che hanno dato vita ad uno straordinario viaggio sonoro.
L’album di debutto, Two, è uscito il 22 marzo per l’etichetta londinese Sonic Cathedral, e si presenta come il disco strumentale più ambizioso da ascoltare tutto l’anno.
Otto tracce strumentali meravigliosamente costruite, ricche di melodie, con stati d’animo disparati che si incastrano lentamente l’uno nell’altro in un flusso perfettamente naturale.
Si parte con l’atmosfera sognante di No Words, con il duo che spinge sui sintetizzatori e sugli arpeggiatori fluttuanti che creano un interessante effetto a cascata. L’elettronica smussa i toni malinconici degli archi con una chiusura trionfale che decolla grazie alle avvolgenti melodie gorgheggianti.
Con Inner Space entriamo subito nella zona calda di Two. La seconda traccia si candida ad essere una delle migliori del disco grazie alla combinazione di strati di sintetizzatori alla Tycho con elementi new age che danno alla composizione un qualcosa di inebriante. Le morbide percussioni e gli archi aggiungono un suono scintillante, con sottili cambiamenti che contribuiscono notevolmente ad avere un’esperienza profonda in cuffia.
A seguire Interlocking Mechanics è un brano che prende vita lentamente, un inizio ipnotico che impallina la mente con un beat circolare ma mai invasivo, fino ad aprirsi a percussioni metalliche, quasi acide nella parte centrale.
In a Box mette sul piatto tutto quello che il duo ha da offrire: atmosfere rilassate, un’insolita pacatezza ritmica (nel caso della quinta traccia attinge direttamente dal downtempo), arpeggiatori e parti orchestrali che appagano i sensi anestetizzandoli attraverso loop continui.
È finita l’epoca in cui per cercare ottima musica elettronica bisognava guardare oltre l’Italia, i Not Me But Us sono un progetto di qualità, da esportazione, e Two è la scintilla che ha acceso la miccia, sperando che la fiamma del duo possa bruciare a lungo.
Nato a Caserta nel 1989, innamorato folle della musica, dell’arte e del basket. Nel lontano 2003 viene letteralmente travolto dal suo primo concerto, quello dei Subsonica, che da quel giorno gli aprirono un mondo nuovo e un nuovo modo di concepire la musica.
Cresciuto col punk e la drum and bass, ama in maniera smoderata l’elettronica, il rock e il cantautorato. Fortemente attratto dal post-rock, dalla musica sperimentale e da quella neoclassica, non si preclude all’ascolto di altri generi definendosi un onnivoro musicale.
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