Pluhm, tra luci e ombre
Continua con Canzoni di Buio e Luce il viaggio alla scoperta del mondo interiore di Pluhm. Il terzo album del progetto ambient di Lucio Leonardi è uscito per Subexotic Records il 29 aprile 2022 ed è un lavoro che parla di sé, come di ognuno di noi. Un viaggio dal buio (fine) alla luce (inizio), accompagnato dalla musica del musicista siciliano che funge da colonna sonora dello spettacolo chiamato vita.
Canzoni di Buio e Luce è la visione intensamente personale di Pluhm descritta come «film immaginari dell’io interiore», nove tracce che attingono tanto dalla musica neoclassica quanto da quella drone.
Una musicalità oscura si manifesta con Buio / Fine, intro del disco dal linguaggio lo-fi e minimalista. Un tappeto di droni dall’atmosfera rarefatta crea un rituale solenne guidato dai luminosi interventi del piano.
Nei successivi nove minuti di Loro Ci sono Sempre Stati la texture ambient nasce dall’incontro dei toni scuri con ovattate melodie neoclassiche, Pluhm realizza una mini-sinfonia sintetica con la quale il nostro racconta di paure e malinconie. Un brano avvolgente che dà i primi segnali di rinascita.
Tra gli episodi migliori dell’album va sicuramente annoverata Dentro Me C’è La Pioggia, un flusso armonico irrequieto dai toni intriganti. Tra intuizioni avantgarde e vivide progressioni, la quinta traccia vive di suggestioni diverse: un mosaico di elementi sonori perfettamente equilibrati in modo da generare un lento scorrere di immagini. La coda del brano è affidata a impulsi elettronici e regolari geometrie sonore atte a dare dinamismo alla composizione.
In Sacrale, Memoria il suono diventa ancora più monolitico e intenso, tanto da prendere la forma di un flusso solenne e magmatico di ambient-drone fortemente influenzato dalla musica di Rafael Anton Irisarri.
Canzoni di Buio e Luce frutto della sensibilità e delle molteplici esperienze musicali di Lucio Leonardi, questo album è il lavoro più intimo di Pluhm che mostra i lati più cupi e luminosi della sua musica.
Nato a Caserta nel 1989, innamorato folle della musica, dell’arte e del basket. Nel lontano 2003 viene letteralmente travolto dal suo primo concerto, quello dei Subsonica, che da quel giorno gli aprirono un mondo nuovo e un nuovo modo di concepire la musica.
Cresciuto col punk e la drum and bass, ama in maniera smoderata l’elettronica, il rock e il cantautorato. Fortemente attratto dal post-rock, dalla musica sperimentale e da quella neoclassica, non si preclude all’ascolto di altri generi definendosi un onnivoro musicale.
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