Seleziona una pagina

L’Anticristo alberga in ognuno di noi

La proposta di Pluhm, alter ego di Lucio Leonardi, non è mai stata solo prettamente musicale. Anche nei suoi dischi precedenti la claustrofobia evocata da droni, field recordings e inserti elettroacustici nascondeva, per poi rivelare, dei sottotesti che andavano oltre la sfera sonora. Ritroviamo queste riflessioni anche nel nuovo L’Anticristo (O l’accettazione del Male), in uscita il 4 aprile 2025 per Dissipatio, cinquanta minuti abbondanti di musica che non si “limitano” a proseguire l’indagine dark ambient a cui Pluhm ci aveva abituati, ma che riflettono anche sul ruolo occupato dalla violenza nella società e nell’animo umano.

Sin dal titolo, l’accettazione del Male è proprio la paradossale e assurda tranquillità con cui l’uomo tende a giustificare i suoi comportamenti violenti e i cinque brani del disco cercano di immaginare la storia di un personaggio alle prese con queste esperienze e riflessioni. Da un punto di vista meramente musicale, lo stile di Pluhm è totalmente coerente con le precedenti uscite e basta ascoltare la lunghissima title track posta in apertura per rendersene conto: se la prima parte del brano si lascia trasportare da droni e dalle classiche atmosfere opprimenti del genere, è l’ingresso improvviso della tromba a movimentare il pezzo proprio come il male sembra repentinamente impossessarsi del protagonista immaginario.

Il finale, lento e decadente, si allaccia con il secondo capitolo, Rumori di un cuore malato, che vive proprio di battiti ora soffusi ora leggermente accelerati, con la tromba che in questo caso anziché scombinare le carte in tavola accompagna il comparto elettronico in un delicato dialogo. Se Lentamente si fermò mette in primo piano i sintetizzatori, i fiati ritornano con il sax di Essere Nulla, Sentirsi Nulla, un apparente concentrato di nichilismo dietro il quale si nascondono sorprendentemente i momenti più ariosi del disco.

Pluhm non ha la pretesa di inventare qualcosa di nuovo, abbraccia a pieno regime i canoni del dark ambient/drone e lavora da artigiano nelle rifiniture. L’Anticristo(O l’accettazione del Male) rispecchia tutto ciò, aggiungendoci un concept più riuscito e accattivante dei lavori precedenti, ma soprattutto mette in mostra una verità assoluta: non bisogna necessariamente strafare per dar vita a disco di qualità. E questo, fortunatamente, ne è un buon esempio.



0 0 votes
Valuta l'articolo!
0
Would love your thoughts, please comment.x
Logo con lettering sfondo trasparente radioaktiv

Iscriviti alla nostra newsletter

Non perdere le nostre rubriche e tutti gli aggiornamenti sulle nuove uscite discografiche su base mensile.

Iscrizione riuscita!